Ulcera gastrica del cavallo: quali mangimi e foraggi scegliere?

dettaglio di cavallo che si ciba al pascolo

Ulcera gastrica del cavallo: quali mangimi e foraggi scegliere?

Indice

    La primavera porta con sé diverse sfide per la salute digestiva dei cavalli. Con il mutare dell’erba e le variazioni delle routine quotidiane, oltre ai maggiori spostamenti per competizioni e trasferimenti, il benessere intestinale dei nostri equini può essere seriamente compromesso.

    Questo articolo è dedicato a un tema di fondamentale importanza per ogni proprietario di cavalli: le ulcere gastriche equine.
    Questi disturbi affliggono sia puledri che cavalli adulti, mostrando un ventaglio di sintomi che necessitano di una comprensione approfondita e mirata.

    Esploreremo le differenze tra erosioni squamose gastroduodenali (ESGD) e lesioni glandolari (EGGD), esaminando le relative cause e identificando i sintomi distintivi per le diverse fasce d’età. Se sospettate che il vostro cavallo possa soffrire di tali disturbi, le informazioni che seguono potrebbero rappresentare il primo passo verso la risoluzione dei problemi.

    Infine, vi offriremo consigli pratici su trattamenti e sui regimi alimentari ideali per supportare il recupero e il mantenimento della salute del vostro cavallo.

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    Cosa sono le ulcere gastriche equine?

    Le ulcere gastriche equine sono piaghe che si formano sulla mucosa dello stomaco e rappresentano una condizione abbastanza comune nei cavalli.

    Il rivestimento dello stomaco può erodersi gradualmente a causa dell’esposizione prolungata all’acido gastrico, con danni che i veterinari classificano su una scala da 0 (nessun danno) a 4 (ulcere estese e profonde). La prevalenza di questa patologia si stima sia tra il 50 e il 90%, e colpisce cavalli di ogni età, con una frequenza maggiore in quelli che svolgono attività sportive.

    Malattia gastrica squamosa equina (ESGD) e Malattia gastrica ghiandolare equina (EGGD): quali sono le differenze?

    Le lesioni gastriche possono manifestarsi in due forme principali, ciascuna con caratteristiche e implicazioni specifiche: la Malattia Gastrica Equina Squamosa (ESGD) e la Malattia Gastrica Ghiandolare Equina (EGGD). Questa distinzione è fondamentale per comprendere la natura delle patologie e per orientare efficacemente la diagnosi e il trattamento.

    Malattia Gastrica Equina Squamosa (ESGD)

    Area: mucosa squamosa, che comprende il margo plicatus, le curvature maggiore e minore e il fondo squamoso del dorso.

    Diagnosi: Può essere classificata in primaria o secondaria a seconda della patologia di base.

    • P- primaria: Si verifica in un tratto gastrointestinale altrimenti sano ed è la forma più comune di ESGD.
    • S – secondaria: È causata da un ritardo nello svuotamento gastrico dovuto a patologie come la stenosi pilorica, grave EGGD o malattie infiammatorie intestinali.

    Malattia Gastrica Ghiandolare Equina (EGGD)

    Area: mucosa ghiandolare includendo la cardia, il fondo ghiandolare ventrale, l’antrum, il piloro e il duodeno prossimale.

    Diagnosi: La specificità di localizzazione della EGGD richiede un approccio accurato per una diagnosi precisa e per stabilire un efficace piano terapeutico.

    gruppo di cavalli che corre libero

    Quali sono le cause dell’ulcera gastrica equina?

    Le ulcere gastriche equine possono essere scatenate da diversi fattori che influenzano direttamente la salute generale del cavallo. Le cause scatenanti più comuni sono tuttavia quattro.

    Lavoro Aerobico (Fast Speed) o Intenso

    L’esercizio aerobico o intenso può spingere l’acido gastrico verso aree vulnerabili dello stomaco, contribuendo alla formazione di ulcere. Durante l’attività fisica, l’aumento della produzione di acido gastrico e la diminuzione del flusso sanguigno nell’apparato digerente, infatti, possono creare un ambiente propizio per tali lesioni. La presenza di fibra nello stomaco del tuo cavallo diventa, quindi, essenziale perché funge da barriera. La fibra assorbe gli acidi gastrici e li tiene nella parte dello stomaco come un bolo che evita il cosiddetto “effetto splash” sulle pareti.

    Stress

    Lo stress rappresenta un altro importante fattore di rischio associato allo sviluppo delle ulcere gastriche nei cavalli. Anche se lasciati al pascolo, cavalli e pony non sono immuni alla manifestazione di ulcere in situazioni di tensione.
    Studi hanno infatti dimostrato che la separazione da compagni di branco o situazioni stressanti hanno contribuito al manifestarsi o l’accentuarsi delle ulcere, evidenziando il ruolo centrale che lo stress può svolgere nella salute gastrointestinale dei cavalli.
    Inoltre, condizioni stressanti come il trasporto o la permanenza prolungata in box, magari a digiuno, possono ulteriormente aumentare il rischio di sviluppare ulcere gastriche.

    Farmaci

    L’uso prolungato di alcuni farmaci anti-infiammatori non steroidei come il fenilbutazone, fenamati e il ketoprofene può indebolire lo strato mucoso protettivo dello stomaco, aumentando la suscettibilità alle ulcere.

    Alimentazione Scorretta

    La struttura relativamente piccola dello stomaco equino richiede un’alimentazione costante per mantenere l’equilibrio acido-base, rendendo i cavalli sensibili agli sbalzi acidi causati da periodi prolungati senza cibo. Un’alimentazione scorretta può rappresentare un significativo fattore di rischio nello sviluppo delle ulcere gastriche nei cavalli.

    Le diete a basso contenuto di fibre possono compromettere la produzione di saliva, fondamentale per neutralizzare l’acidità gastrica come tampone naturale. La fibra richiede infatti più tempo per la masticazione rispetto ai mangimi concentrati. Ciò agevola la creazione di abbondante saliva che, a sua volta, aiuta ad abbassare l’acidità nello stomaco.

    Al contrario, un eccessivo apporto di cereali può creare un ambiente acido nello stomaco, aumentando così il rischio di ulcere gastriche. Uno studio condotto in Danimarca ha dimostrato che offrire più di 2 gr per kg (peso vivo) di amido al giorno o 1 g per kg (peso vivo) a pasto agevola lo sviluppo di un ambiente acido nello stomaco del cavallo.

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    Come capire se il mio cavallo ha un’ulcera? I sintomi più comuni e come diagnosticare

    Per affrontare in modo completo il tema delle ulcere gastriche nei cavalli, è fondamentale esplorare i sintomi associati a questa condizione. Esplorare attentamente questi segnali diventa particolarmente cruciale per distinguere tali manifestazioni da quelle tipiche di altre patologie equine.

    I sintomi dell’ulcera gastrica equina

    La maggior parte dei cavalli con ulcere gastriche potrebbe sembrare sana all’occhio; tuttavia è talvolta possibile notare alcuni segnali sottili che potrebbero indicare la presenza di questa condizione.

    Coliche

    Le coliche rappresentano una problematica significativa nei cavalli con ulcere gastriche, con evidenze che indicano un incremento dell’incidenza di disagi dopo i pasti.
    Nei casi di ulcere gastriche gravi, è comune osservare alcune posizioni insolite, soprattutto nei puledri, che tendono a stendersi sulla schiena per alleviare il dolore. Nei cavalli adulti, invece, le coliche possono manifestarsi come crisi acute o ricorrenti, spesso correlate all’assunzione di mangimi concentrati.

    Inappetenza e perdita di peso

    I cavalli affetti da ulcere gastriche possono manifestare difficoltà dell’appetito e perdita di peso. Altri segnali includono l’avversione al cibo iniziale dopo che la prima parte della razione raggiunge lo stomaco.
    Nei cavalli adulti possono verificarsi alimentazione scarsa o selettiva, variazioni nella quantità di abbeverata e presenza di cattivo odore in bocca.
    Nei puledri, invece, si possono osservare ridotto consumo di latte, salivazione eccessiva e distensione addominale.

    Cambiamenti nel Comportamento

    I cambiamenti comportamentali sono spesso attribuiti alle malattie gastriche nella pratica veterinaria, anche se le relazioni nei testi scientifici a supporto di questa teoria sono variegate. Uno studio trasversale condotto su 50 cavalli da morfologia ha evidenziato che i cavalli con comportamento nervoso erano più inclini a soffrire di ESGD.
    Diversi studi hanno inoltre mostrato una correlazione tra ESGD e stereotipie come mordere il box, ticchiare o altri tipi di stereotipie.

    Un comportamento comunemente collegato alle malattie gastriche dai proprietari è infine il “dolore alla bardatura”, ossia segni di dolore e comportamento negativo durante la bardatura. Tuttavia, gli studi non hanno dimostrato una relazione tra questo comportamento e ESGD o EGGD.

    Diarrea

    Nei primi studi sulle malattie gastriche, la diarrea è stata riportata come segno clinico nei cavalli adulti e uno studio più recente ha evidenziato un aumento delle feci liquide associate alla EGGD, confermando questa scoperta. Tuttavia, al di fuori di questi esempi, la diarrea non è comunemente segnalata come sintomo correlato alle malattie gastriche.

    Bassa Qualità del Mantello

    Degli studi trasversali hanno evidenziato un’associazione tra un manto ruvido e poco luminoso e la malattia gastrica, soprattutto nei puledri, ma i dati disponibili sono ancora pochi per confermare questo sintomo con certezza.

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    Diagnosi delle Ulcere nei Cavalli

    Quando vengono notati segni insoliti nel cavallo, consultare un veterinario è decisamente consigliato. Solo tramite la gastroscopia, infatti, il veterinario sarà in grado di diagnosticare con precisione la presenza di ulcere gastriche.

    Durante questa procedura, che richiede che il cavallo sia sedato e a digiuno, un endoscopio flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso le narici del cavallo fino allo stomaco. Ciò consente di visualizzare direttamente sullo schermo tutte le aree digestive rilevanti.

    Se la gastroscopia non è possibile, il veterinario può procedere con una terapia diagnostica simulata, trattando il cavallo come se avesse effettivamente le ulcere. Un successivo miglioramento dei sintomi potrebbe confermare la presenza di ulcere gastriche nell’animale trattato.

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    Laminite – Cause e prevenzione

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    In questo primo articolo Sharon Smith, specialista del comportamento equino, discute le cause comuni della laminite , una condizione complessa e spesso fraintesa.

    Sharon Smith MSc BHSAP, Comportamentista e Consulente Accreditata

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    Sentirai parlare di laminite prima di quanto pensi

    La complessità di questa condizione potenzialmente paralizzante si riflette nella varietà delle sue definizioni:


    …una grave forma di zoppia nei cavalli caratterizzata da uno zoccolo caldo e doloroso, con impulsi di rimbalzo che si sentono nelle arterie digitali…

    Università di Liverpool

    ….danneggiamento o guasto delle lamelle…

    thelaminitissite.org

    …una malattia associata all’ischemia [insufficienza di sangue] dei tessuti dermici digitali, non è principalmente una malattia infiammatoria ; quindi laminite è un termine improprio …

    laminitis.org
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    La prima definizione suggerisce un eccesso di sangue e segni clinici di infiammazione. La terza definizione invece parla di una scarsità di sangue, con meno enfasi sull’infiammazione. La realtà è che ognuna di queste definizioni è corretta – il che crea ancora più confusione!

    Negli ultimi anni, la laminite è stata un’area di ricerca in rapido sviluppo e ricca di nuove intuizioni. Tuttavia, “danno alle lamine” è una definizione e una diagnosi clinica costante e sempre presente. Partiremo analizzando la zampa del cavallo, e approfondiremo le cause di questo danno.

    Molti proprietari credono che il fettone, la suola e la parete dello zoccolo siano gli unici a distribuire il peso del cavallo. In realtà, la pressione sotto la terza falange attutisce il carico, per cui fettone e suola non sono strutture portanti primarie [1]. Invece, il peso viene trasferito dalla terza falange, attraverso i tessuti molli, alla parte inferiore della parete dello zoccolo. Uno speciale adattamento all’interno di questa parete aiuta a sopportare l’enorme peso. Ci sono centinaia di sottili piastre che crescono nello zoccolo che somigliano alla parte inferiore di un fungo. Queste piastre aumentano notevolmente la superficie disponibile per il fissaggio dei tessuti molli [2]. Per chiarezza, chiamerò le piastre dello zoccolo duro “lamelle” e le pieghe dei tessuti molli interbloccati “lamine”. L’importantissima “super-colla” tra le lamine e le lamelle è chiamata “membrana basale”.

    L’importanza del sangue

    La membrana basale e il tessuto molle delle lamine sono cellule viventi, e hanno bisogno di un costante apporto di sangue.  Il sangue contiene:

    globuli rossi che

    • trasportano l’ossigeno e l’anidride carbonica
    • globuli bianchi (o leucociti) che aiutano a combattere le infezioni, liberano l’istamina (che scatena l’infiammazione), avvolgono i corpi estranei e aiutano a ‘pulire’ i frammenti di piastrine delle cellule danneggiate. Fermano le perdite causando coaguli (nelle vene) e croste (sulla pelle)
    • plasma, il liquido che trasporta globuli rossi e bianchi e piastrine, ma anche proteine, grassi, sali disciolti, sostanze nutritive e ormoni, batteri, virus e tossine disciolte.
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    Mentre il cavallo cammina, il ciclo di carico e scarico del piede aiuta a pompare il sangue in entrata dalle arterie intorno allo zoccolo attraverso piccoli capillari, per poi risalire la gamba attraverso le vene. Le vene portano via tutti gli scarti generati dalle cellule del piede. Le arterie si dilatano nei cavalli sani per consentire il flusso di una maggiore quantità di sangue, per riparare o proteggere i tessuti. Oltre ad allargarsi, le vene e le arterie si restringono a seconda delle circostanze. Le anastomosi arteriovenose (shunt) sono un collegamento diretto dalle arterie alle vene, che bypassa temporaneamente i piccoli capillari e i tessuti danneggiati.

    Gli “shunt” si aprono in risposta all’alta pressione sanguigna per evitare la rottura dei vasi, e svolgono un ruolo nella termo-regolazione. Si pensa che il piede del cavallo abbia tra i  50 e i 500 shunt per centimetro quadrato di zampa viva [3]! Si ritiene che la PPID (Sindrome di Cushing equina), l’insulina elevata e gli alti livelli di cortisolo nel sistema circolatorio (ad es. a causa dello stress cronico), causino il malfunzionamento di questi meccanismi del flusso sanguigno, importanti per la prevenzione, la gestione e il recupero della laminite. Le cellule morte non sono appiccicose.

    Piccole quantità di danni alle lamine morbide causeranno cambiamenti strutturali all’interno del piede, che possono portare a una crescita anomala del corno dello zoccolo e a cambiamenti dell’andatura. Se individuato in tempo, questa condizione può essere gestita e superata. Tra le complicazioni che possono portare a danni maggiori troviamo la parziale separazione delle lamine/lamelle, che permette al tendine del flessore digitale di tirare e ruotare l’osso del pedale verso il basso, e la perdita delle sospensioni: le ossa affondano nel piede, contro la suola, con gravi rischi di perforazione.

    La distruzione della membrana del basamento (quella tra lamelle e lamine) sembra essere dovuta a una o più delle seguenti cause:

    • forze meccaniche;
    • infiammazione delle lamine
    • crescita/funzione anomala delle cellule.
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    Forze Meccaniche

    La rottura delle cellule della membrana basale sono un potenziale rischio per i cavalli in sovrappeso, con gravi carenze alimentari o sottoposti a impatto ripetitivo su superfici dure. Altre cause possono essere un’ infiammazione o un’ anomalia cellulare. Può iniziare con un lieve distacco di lamelle/laminee sotto stress fisico. Le piastrine nel sangue rattoppano il danno, ma intasano anche le minuscole vene che escono dalle lamine, causando una dannosa contropressione, l’attivazione dello shunt, la perdita di sangue dalle lamine e la morte cellulare.

    Infiammazione

    L’infiammazione è il risultato di cellule tissutali che segnalano la necessità di più sangue nei tessuti per riparare i danni, eliminare le tossine o una minaccia invasiva, come batteri o virus dannosi. Le membrane dei tessuti diventano permeabili, e quindi più deboli, per permettere al plasma e alle cellule del sangue di entrare. Un’infiammazione cronica di basso livello (ad es. a causa della PPID o dello stress) comporta tessuti costantemente più deboli; il sangue arriva prima nella zona del tallone del cavallo [2], le sostanze nutritive aggiuntive utilizzate fanno sì che l’area del tallone cresca più rapidamente della punta della zampa. Il sangue in uscita è libero, quindi le pressioni all’interno dello zoccolo sono stabili e il dolore, se presente, è minimo. Il cavallo è ancora sull’orlo di una laminite completa.

    Basterà poco, e l’infiammazione acuta permetterà di far affluire più sangue nelle lamine e di gonfiarsi. La capsula solida dello zoccolo smette di gonfiarsi verso l’esterno, mentre Il gonfiore verso l’interno spingerà la lamina/pedale lontano dal supporto delle lamelle. Le forzature attraverso l’osso del pedale continuano poi a strappare la membrana basale, separando le lamine dalle lamelle. Le piastrine vengono attivate dal danno risultante, limitando la fuoriuscita di sangue anche dal piede. Tutta questa pressione, e l’accumulo di sangue nel piede provoca dolore, uno zoccolo caldo e un battito cardiaco percepibile nella parte posteriore del nodello. Gli “shunt” più in alto si apriranno per compensare l’aumento di pressione, riducendo il sangue al piede, ma finendo per affamare le lamine e la membrana basale, provocandone la morte.

    Crescita anomala / funzionamento della membrana basale

    Tutto ciò che fa sì che le cellule crescano troppo rapidamente o non crescano nel modo giusto porta a rischi di distacco delle lamine dalle lamelle. Ad esempio, se un cavallo ha una zampa rotta, caricherà costantemente il peso sull’altra per stare in piedi. Un pavimento troppo duro comprimerebbe le arterie contro l’osso del pedale, interrompendo l’afflusso di sangue, e la mancanza di ossigeno e di sostanze nutritive nella zona frontale dello zoccolo, causando la morte cellulare della membrana basale. Un altro esempio è quello in cui alti livelli di insulina danneggiano direttamente la membrana su tutto lo zoccolo, senza causare un’infiammazione iniziale [4]. L’insulina può innescare fattori di crescita nella membrana basale [3], allungando la lamella/laminae dello zoccolo tra l’osso del pedale e la parete dello zoccolo. Questo è strutturalmente più debole – dunque più predisposto ad un evento che causerà la laminite. L’allungamento delle lamelle si presenta sotto forma di una “linea bianca” allungata tra la suola e la parete dello zoccolo. Elevati livelli di insulina e una linea bianca allungata sono associabili alla sindrome metabolica equina (EMS), all’obesità, alla PPID/Sindrome di Cushing equina, e ai corticosteroidi.

    Fattori che attivano il rischio

    È risaputo che il consumo eccessivo di amido e zuccheri sovraccarica lo stomaco, causando la fermentazione dell’intestino tenue e condizioni di acidità. Una delle conseguenze è una diarrea acquosa (colite), ma non laminite in tutti i casi, anche se è chiaro che è in atto un meccanismo secondario. Gli acidi organici provenienti dal sovraccarico dell’intestino tenue aumentano il lipo-polisaccaride circolatorio del sangue (LPS), che in quantità sufficiente induce resistenza all’insulina e porta ad un’infiammazione cronica, anche nelle lamelle [5]. I fruttosani nell’erba sono spesso citati come causa scatenante della laminite, ma non è stato trovato un collegamento diretto, mentre è certo che gli zuccheri elevati nel sangue SONO un fattore scatenante (assimilabili attraverso l’erba zuccherina, ma anche con mangimi e fieno), ma questi non dovrebbero essere una minaccia se la risposta insulinica è normale, e non resistente!

    A livello cellulare, sono pochi i meccanismi che danneggiano le lamelle e la membrana basale, ma questi possono essere innescati in diversi modi; li riassumiamo nella seguente tabella:

    Rischi InevitabiliRischi IncidentaliRischi Evitabili
    Predisposizione GeneticaOverdose accidentale di zucchero/amidoObesità
    PPID/CushingsCorticosteroidiImpatto con terreno duro
    InfezioneStress termicoDieta ricca di zucchero e amido
    Eccessivo carico dell’arto di supportoStress cronico psicologico
    Incapacità all’esercizio / aumento del battito cardiacoDeficenze nutrizionali
    Sepsi / Avvelenamento del sangueMovimenti ristretti
    Vita sedentaria

    La prevenzione si basa su:

    • evitare livelli elevati di insulina nel sangue;
    • controllare il cortisolo/PPID;
    • curare adeguatamentedegli zoccoli.

    È fondamentale quindi concentrarsi su:

    • mantenere un livello sano di grasso corporeo;
    • una dieta equilibrata, a basso contenuto di carboidrati e a base di fibre ;
    • uno stile di vita a basso stress ma aerobicamente attivo;
    • evitare il lavoro veloce su un terreno duro e fornire una pavimentazione adeguata e di sostegno quando a riposo.

    Nella Seconda parte, in uscita prossimamente sul nostro blog, Sharon discuterà di ciò che i diversi trattamenti stanno cercando di ottenere, soffermandosi sui consigli potenzialmente contradditori.

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    Referenze

    [1] DYHRE‐POULSEN, P., Smedegaard, H. H., Roed, J., & Korsgaard, E. (1994). Equine hoof function investigated by pressure transducers inside the hoof and accelerometers mounted on the first phalanx. Equine veterinary journal, 26(5), 362-366.

    [2] Pollitt, C. C. (1992). Clinical anatomy and physiology of the normal equine foot. Equine Veterinary Education, 4(5), 219-224.

    [3] Katz, L. M., & Bailey, S. R. (2012). A review of recent advances and current hypotheses on the pathogenesis of acute laminitis. Equine veterinary journal, 44(6), 752-761.

    [4] Gauff, F., Patan‐Zugaj, B., & Licka, T. F. (2013). Hyperinsulinaemia increases vascular resistance and endothelin‐1 expression in the equine digit. Equine veterinary journal, 45(5), 613-618.

    [5] Wearn, J. G., Suagee, J. K., Crisman, M. V., Corl, B. A., Hulver, M. W., Hodgson, D. R., … & McCutcheon, L. J. (2012). Effects of the insulin sensitizing drug, pioglitazone, and lipopolysaccharide administration on markers of systemic inflammation and clinical parameters in horses. Veterinary immunology and immunopathology, 145(1-2), 42-49.

    [6] Medina‐Torres, C. E., Underwood, C., Pollitt, C. C., Castro‐Olivera, E. M., Hodson, M. P., Richardson, D. W., & Eps, A. W. (2016). The effect of weightbearing and limb load cycling on equine lamellar perfusion and energy metabolism measured using tissue microdialysis. Equine veterinary journal, 48(1), 114-119.

    Zoccoli del cavallo: tutto quello che devi sapere su prevenzione, cura e salute

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    Lo zoccolo svolge un ruolo fondamentale nel movimento e nella salute generale del cavallo. In questo articolo scopriremo l’importanza della corretta gestione degli zoccoli, quali sono i problemi più comuni che possono interessarli e i consigli per mantenerli in ottime condizioni, prevenendo e preservando il benessere generale dei cavalli. 

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    Problemi più comuni negli zoccoli

    Gli zoccoli del cavallo svolgono un ruolo molto importante negli equini; infatti hanno una funzione fondamentale nel sostenere tutto il peso permettendo loro di scaricare l’energia andando a contatto con il terreno. Hanno anche la funzione di proteggere tutta la delicata ed elaborata struttura interna del piede.

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    I problemi più comuni che possono colpire lo zoccolo del cavallo sono:

    ⁃ Laminite

    ⁃ Infezioni Fungine

    ⁃ Navicolite

    ⁃ Lesioni da sovraccarico

    La parete dello zoccolo è la parte esterna e dura, composta principalmente da cheratina. Essa circonda e protegge le strutture interne dello zoccolo. La parete si estende dalla corona, situata all’attaccatura del pelo sul margine superiore dello zoccolo, fino alla suola, che è la superficie inferiore dello zoccolo.

    All’interno della parete si trova una struttura chiamata lamina, che collega la parete ossea del piede alla parete dello zoccolo. La lamina è composta da strati di tessuto connettivo altamente vascolarizzato, noti come foglietti lamellari, che si intersecano con la parete ossea per aumentare la superficie di contatto e migliorare la stabilità.

    La falange distale, nota anche come osso dell’unghia, che corrisponde alla terza falange, è l’osso principale all’interno dello zoccolo. Questa struttura ossea è collegata alla parete e alla lamina tramite legamenti e tessuti molli. La falange distale è essenziale per la distribuzione del peso e l’assorbimento degli urti durante il movimento.

    La suola è la superficie inferiore dello zoccolo e agisce come una barriera protettiva tra le strutture interne dello zoccolo e il terreno. Essa è composta da una sottile lamina di tessuto connettivo, rivestita da uno strato di cheratina. La suola svolge un ruolo importante nell’equilibrio e nell’ammortizzazione degli urti.

    Infine, lo zoccolo è supportato da una struttura chiamata sella digitale. La sella digitale si trova nella parte posteriore dello zoccolo, sopra la corona, ed è costituita da tessuto connettivo e adiposo. Questa struttura fornisce un supporto aggiuntivo allo zoccolo e favorisce una corretta circolazione sanguigna nella zona.

    Tutte queste strutture, connesse e complementari, lavorano insieme per fornire sostegno, ammortizzazione e stabilità durante il movimento del cavallo. La comprensione di questa anatomia è fondamentale per la diagnosi e il trattamento delle patologie dello zoccolo e per garantire una buona cura degli zoccoli per il benessere del cavallo.

    Anatomia dello zoccolo del cavallo

    Per comprendere meglio come prendersi cura dello zoccolo del cavallo è essenziale conoscerne l’anatomia. Capire come le varie componenti lavorano in sinergia aiuterà a capire l’importanza di una buona cura e prevenzione.

    Le diverse parti dello zoccolo sono:

    ⁃ Parete

    ⁃ Suola

    ⁃ Lamina

    ⁃ Falange Distale o Terza Falange

    Lo zoccolo del cavallo è una struttura complessa e fondamentale per il movimento e la salute dell’animale. È costituito da diverse parti anatomiche interconnesse che lavorano insieme per fornire supporto, ammortizzazione e stabilità.

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    I sintomi possono essere tanti e piuttosto diversi tra loro; la cosa più importante è tenere sotto controllo il cavallo e mantenere una regolare routine di visite con il maniscalco o pareggiatore di fiducia: la tempestività nella diagnosi e nella cura può fare la differenza per la salute del cavallo anche se il primo passo per salvaguardarla è fare prevenzione.

    Prevenzione e cura quotidiana dello zoccolo

    La pulizia regolare dello zoccolo è fondamentale per prevenire infezioni e patologie. La pulizia e la raschiatura dello zoccolo sono gli aspetti più importanti da ripetere quotidianamente. Lo strumento più adatto è il cosiddetto “nettapiedi” che permette di rimuovere qualsiasi tipo di residuo sotto gli zoccoli del cavallo dopo qualsiasi tipo di attività. Lasciare troppo a lungo che qualsiasi tipo di corpo estraneo o altro rimanga sotto gli zoccoli potrebbe causare pericolose infezioni.

    Anche pulirli con una spazzola lungo la superficie esterna è importante per permettere di avere una visione chiara e completa del loro aspetto complessivo, facilitando anche la diagnosi e l’individuazione degli eventuali problemi.

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    L’importanza di una pavimentazione ortopedica

    Altro aspetto fondamentale è la scelta della pavimentazione dove il cavallo passa la maggior parte della sua vita diurna e notturna a riposo. La nostra pavimentazione ortopedica per cavalli Comfortstall, oltre a offrire numerosi benefici sotto l’aspetto ortopedico e di recupero dalle attività, svolge una funzione attiva per migliorare la salute degli zoccoli del cavallo.

    ComfortStall® è il sistema di pavimentazione ortopedica a tenuta stagna caratterizzato dall’equilibrio ideale tra morbidezza e sostegno delle articolazioni, grazie all’imbottitura Precision Foam™ rivestita con IronClad™ TopCover.

    Quando a contatto con ComfortStall®, gli zoccoli sprofondano abbastanza in basso da massaggiare i fettoni ad ogni passo, favorendo la circolazione necessaria alla risalita del sangue sulle gambe, rendendo i bendaggi un ricordo del passato.

    I proprietari di cavalli e i responsabili dei maneggi riferiscono che le piaghe da garretto scompaiono, e i cavalli vengono visti dormire per ore sdraiati sul pavimento ComfortStall®, arrivando persino alla fase REM.

    Quando si sdraiano, i cavalli hanno un sostegno reclinato per tutto il corpo, e quando si alzano non si agitano e non scivolano, perché i loro zoccoli affondano nel pavimento quel tanto che basta per dare la stabilità necessaria a sollevarsi con facilità, un grande vantaggio per le articolazioni artritiche dei più anziani.

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    Controlli periodici e cure del maniscalco o pareggiatore

    Collaborare con un buon maniscalco o pareggiatore è fondamentale per mantenere gli zoccoli in condizioni ottimali. L’importanza di mantenere una routine di visite regolari è grande. Ripetiamo un aspetto molto importante: la tempestività nella diagnosi e nella cura può fare la differenza per la salute del cavallo anche se il primo passo per salvaguardarla è fare prevenzione. Spesso, nei casi più gravi, ad esempio, di laminite, si può salvare la vita del cavallo.

    Alimentazione e integrazione per la salute dello zoccolo 

    Una dieta equilibrata è essenziale per la salute globale del cavallo, compreso lo zoccolo.

    Nello specifico, alcuni elementi nutritivi svolgono un ruolo chiave nella salute degli zoccoli promuovendo la crescita e la resistenza dello stesso:

    Per evitare patologie gravi come la laminite è necessario far seguire al proprio cavallo una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di cereali.

    Lo zoccolo del cavallo è un aspetto cruciale da tenere in considerazione per garantire il benessere e le performance. Una corretta cura dello zoccolo attraverso la pulizia quotidiana, la prevenzione, la collaborazione con un maniscalco o un pareggiatore esperto e una dieta bilanciata sono tutti aspetti fondamentali.  

    Ricorda sempre di monitorare attentamente lo zoccolo del tuo cavallo per individuare eventuali segni di problemi e agire prontamente per evitare complicazioni. Investendo tempo ed energie nella cura dello zoccolo, offrirai al tuo cavallo una vita più sana e felice.

    Per ulteriori consigli e suggerimenti per la corretta gestione del tuo cavallo, scopri il nostro blog.

    Se vuoi chiederci un consiglio o se hai bisogno di informazioni contattaci: il nostro team di esperti sarà felice di aiutarti.

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    Elettroliti per cavalli: che ruolo hanno nell’equilibrio dell’organismo?

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    I cavalli sono animali straordinariamente atletici e richiedono cure e attenzioni speciali per salvaguardare la loro salute e mantenere le prestazioni al massimo livello.

    Tra gli aspetti più importanti da considerare c’è l’equilibrio degli elettroliti nel loro organismo. Gli elettroliti sono sostanze essenziali che svolgono un ruolo vitale nel mantenimento dell’idratazione, dell’equilibrio chimico e del corretto funzionamento del sistema nervoso e muscolare dei cavalli. Da qui il loro benessere fisico e mentale e i miglioramenti che ne derivano dal punto di vista motorio.

    In questo articolo, esploreremo l’importanza degli elettroliti per i cavalli e il loro contributo per l’equilibrio dell’organismo.

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    Il ruolo degli elettroliti nei cavalli

    Gli elettroliti, quali sodio, potassio, cloro, magnesio e calcio, sono minerali essenziali che svolgono un ruolo chiave nel regolare l’equilibrio idrico, la contrazione muscolare, la trasmissione degli impulsi nervosi, la digestione e altre funzioni neurologiche vitali nel cavallo.

    Durante l’esercizio intenso i cavalli producono sudore per raffreddare il loro corpo e dissipare così il calore interno; con il sudore perde acqua e, con essa, anche importanti quantità di elettroliti.

    Le persone che passano molto tempo a contatto con i cavalli sono consapevoli di quanto questo aspetto sia importante per la loro salute e quanto sia necessario reintegrare acqua e sostanze perse.

    La mancanza di elettroliti può portare a problemi come disidratazioneaffaticamento muscolare, crampi e contrazioni, rallentamento delle prestazioni e ridotte capacità di recupero.

    Tendenzialmente, i cavalli non perdono elettroliti solo attraverso la sudorazione ma anche tramite l’espulsione delle urine e delle feci, per poi reintegrarli con la normale alimentazione.

    La sudorazione del cavallo che svolge attività fisiche piuttosto intense, tuttavia, incide tantissimo sulla sua condizione; basti pensare che, sudando, un cavallo può perdere addirittura 10 kg di peso corporeo in liquidi in qualche minuto di attività.

    L’organismo del cavallo, come ben sappiamo, è composto per gran parte di acqua. Per la sua salute, in periodi di clima mite, un equino beve tra i 25 e i 30 litri d’acqua al giorno che variano a seconda del suo peso, della sua razza e della sua attività.

    Questo dovrebbe farci capire quanto incida l’idratazione sulla corretta funzione del suo organismo e sul suo benessere generale.

    I segni di squilibrio degli elettroliti nei cavalli

    Per non sbagliare nella valutazione è sempre consigliabile monitorare periodicamente il livello di idratazione del cavallo attraverso esami del sangue presso il proprio veterinario di fiducia.

    Chiaramente non è possibile svolgere determinate verifiche con troppa frequenza e, per questo, interessante e funzionale è imparare a riconoscere alcuni segni visibili di disidratazione per intervenire prontamente in caso di squilibri di elettroliti o mancanza d’acqua.

    Ogni cavallo ha un fabbisogno diverso a seconda della sua età, della sua condizione, delle sue abitudini e della sua attività. Sicuramente sarà più probabile che un cavallo che svolge attività fisica piuttosto intensa abbia più bisogno di integrare elettroliti rispetto ad un cavallo che svolge attività più leggera.

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    Alcuni segni di carenza di elettroliti sono comunque comuni e possono essere letargiaperdita di appetitosete eccessiva, ridotta capacità di concentrazione, crampi muscolari, scompensi elettrici nel sistema nervoso, irregolarità cardiache, pelo e manto secco e opaco.

    Spesso si presenta anche un calo delle prestazioni dovuto al recupero rallentato e ai dolori muscolari conseguenti ad un sovraccarico di acido lattico.

    Tutti questi segni possono rivelarci problemi di idratazione e carenza di elettroliti.

    Se noti uno o più di questi sintomi nel tuo cavallo potrebbe essere necessaria un’adeguata integrazione di elettroliti, componente fondamentale che può aiutare il cavallo a non disperdere liquidi troppo facilmente e in quantità eccessiva.

    L’importanza del recupero ottimale

    Un recupero efficace dopo l’attività fisica è essenziale per il benessere e per le performance dei cavalli.

    L’apporto adeguato di elettroliti durante il periodo di recupero aiuta a ripristinare l’equilibrio all’interno dell’organismo del cavallo, favorisce la reidratazione e contribuisce alla corretta funzione muscolare.

    Inoltre, un recupero ottimale riduce il rischio di lesioni e infortuni a carico del sistema muscolo-scheletrico, favorisce la crescita muscolare e mantiene la resistenza e la vitalità del cavallo.

    Restore® SR: L’integratore per cavalli a base di elettroliti

    Per intervenire in caso di disidratazione o di mancanza di elettroliti o per prevenire problematiche legate a questo ambito importante dell’alimentazione equina esistono integratori specifici che possono mantenere l’equilibrio elettrolitico.

    Restore® SR è un prodotto di alta qualità che si differenzia dagli altri per la sua azione brevettata a livello di assimilazione.

    Sviluppato dalla Kentucky Equine Research, centro di ricerca equina all’avanguardia in campo internazionale, Restore® SR è un integratore di elettroliti a rilascio lento e omogeneo.

    La differenza sta nel non somministrare immediatamente le quote di sostanze previste perchè questo non permette all’organismo di assimilarle correttamente.

    Restore® SR è progettato per fare in modo che i cavalli possano mantenere le loro riserve di elettroliti costanti e continue nel tempo. Infatti la più recente tecnologia nella terapia elettrolitica è utilizzata su questo prodotto; l’innovazione è un meccanismo che consente il rilascio lento graduale del sodio e degli altri componenti direttamente nel tratto gastrointestinale per un assorbimento prolungato.

    La somministrazione di una dose concentrata di elettroliti provoca un aumento immediato dei livelli nel sangue ma una dose concentrata stimola anche una maggiore secrezione di elettroliti, eliminando gli elettroliti appena somministrati e privando il cavallo dell’integrazione necessaria. Quando invece il sodio e gli altri componenti vengono erogati lentamente essi vengono completamente assorbiti e utilizzati. 

    • Benessere muscolo-scheletrico
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      Kentucky Equine Research

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    Chiedi un consiglio ad un esperto nutrizionista; saprà consigliarti le dosi e i metodi di somministrazione più adatti ad ogni singolo caso.

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    Jessica Springsteen ha scoperto i benefici dei purificatori di fieno

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    Jessica Springsteen, top rider di livello internazionale, ha scoperto i purificatori di fieno. Oggi ci spiega perché i suoi cavalli sono al top della forma da quando usano i purificatori Haygain.

    Kim F. Miller, Giornalista equestre

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    La top rider americana Jessica Springsteen ha scoperto i purificatori di fieno  Haygain. Jessica ha iniziato a cavalcare a 5 anni nella famosa tenuta di famiglia nel New Jersey, e ha raggiunto grandi traguardi nel mondo dell’equitazione in giovane età.

    A soli 27 anni, dopo essersi laureata alla Duke University, è stata convocata come rider di riserva per la Olimpiadi del 2012, ha rappresentato gli Stati Uniti nella Coppa delle Nazioni, ed è considerata una delle favorite per le prossime Olimpiadi.

    “Amo usare i purificatori Haygain perché migliorano le condizioni respiratorie dei miei cavalli e li fanno smettere di tossire”, ha spiegato Jessica Springsteen da Parigi, dove stava gareggiando per il Longines Global Champions Tour, circuito internazionale d’élite di salto ostacoli.

    “Con l’aiuto di Haygain, posso fare in modo che ovunque vada il fieno sia sempre privo di polvere e batteri, così i miei cavalli non hanno problemi durante le competizioni”.

    Jessica Springsteen

    Non importa dove lei e i suoi cavalli si trovino nel mondo, per avere a disposizione fieno sempre pulito Jessica Springsteen si unisce a molti altri show jumpers americani “TOP 10”, tra cui Beezie Madden e Margie Engle, utilizzando i purificatori di fieno Haygain.

    Ma non sono solo i top rider d’elite come Jessica Springsteen a sfruttare i benefici del fieno purificato. Sviluppato 10 anni fa in collaborazione con la Royal Agricultural University di Cirencester, in Inghilterra, è stato dimostrato scientificamente che la purificazione del fieno ad alta temperatura di Haygain elimina il 99% di muffe, funghi, lieviti e batteri e fino al 98% delle particelle di polvere respirabile del fieno. Sfortunatamente, tutti questi irritanti respirabili si trovano anche nel fieno di alta qualità.

    “Mantiene la qualità del fieno al massimo, sia in casa che fuori. Così i miei cavalli danno il meglio, sempre”.

    Jessica Springsteen

    Insieme alla lettiera del box , il fieno è la maggiore causa di problemi respiratori equini, un problema che la maggior parte dei veterinari considerano il fattore più limitante per le prestazioni in cavalli altrimenti sani. Per i cavalli in condizioni respiratorie più gravi, che soffrono di asma equina, il fieno purificato con Haygain può rivelarsi fondamentale per salvargli la vita.

    “I nostri cavalli non hanno più la tosse e non fanno più fatica a mangiare grazie al nostro Haygain”.

    Jessica Springsteen
    Jessica Springsteen

    Come può aiutare Haygain?

    Haygain migliora la salute degli equini, nascendo grazie alla ricerca e l’innovazione nel campo della salute respiratoria e digestiva. Sviluppato da rider, per top rider, come Jessica Springsteen, Haygain comprende l’importanza di un foraggio purificato per mantenere il benessere generale del cavallo.

    I purificatori di fieno Haygain e la pavimentazione ComfortStall sono raccomandati da molti dei top rider, allenatori e veterinari equini di fama mondiale.

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      Purificatori Scuderia e Paddock

      Il prezzo originale era: €3.162,50.Il prezzo attuale è: €2.875,00.
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      Purificatori Scuderia e Paddock

      Il prezzo originale era: €2.084,50.Il prezzo attuale è: €1.895,00.
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      Purificatori Scuderia e Paddock

      Il prezzo originale era: €1.100,00.Il prezzo attuale è: €995,00.

    Il Veterinario risponde: Perché il mio Cavallo tossisce?

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    Tutti noi amanti dei Cavalli, prima o poi, ci chiediamo quale sia la causa della loro tosse e se dobbiamo preoccuparcene. È ora di fare chiarezza, una volta per tutte, su questo fenomeno, purtroppo, da molti sottovalutato. Perché il mio Cavallo tossisce? Come possiamo aiutarlo veramente? Lo abbiamo chiesto a Stephanie Davis, Veterinaria, amante dei Cavalli … Leggi tutto

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